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I tramonti di Angkor

(1 post)

 
  1. lorenzolucchese
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    L'esoticità dell'impero Khmer, con le sue antiche rovine, mi aveva sempre incuriosito. Il fatto che Angkor sia considerato uno dei patrimoni dell'umanità e non fosse troppo distante da Luang Praband mi aveva ulteriormente spinto a visitare questa meta.

    La partenza è stata affidata a Lao Airways via Paxe. Volo perfetto, tutto in orario, ma l'aeromobile un po' vecchiotta a turboelica non aveva un aspetto molto rassicurante. Siamo arrivati a Siam Reap passando dal freddo di Luang Prabang a un bel caldo umido che ci ha asciugato subito raffreddore e tosse.

    Parte l'escursione per conoscere la città. Da un primo giretto le case ci sono subito apparse abbastanza anonime, con molta confusione e traffico.

    Tante insegne, sempre più enormi. Sembrava ci fosse una gara a chi le faceva più grandi! Ma il nostro obiettivo era Angkor, quindi ci siamo organizzati con la guida per i biglietti e riuscire ad avere un piccolo assaggio dello splendido centro archeologico, veramente unico al mondo.

    Angkor è rimasta impressa a tutti per aver regalato ai nostri occhi la magia di un tramonto incredibile. I raggi di sole che colpiscono i templi creano un alone che li riflette come in una specie di apparizione. Le macchine fotografiche sembravano
    impazzite. Click, click, click. Tutti scattavano una foto dietro l'altra cercando di catturare con la telecamera una ripresa che potesse farci tornare indietro nel tempo una volta a casa.

    E' risaputo: in vacanza il tempo passa molto in fretta. Alle 17 e 30 i turisti sono invitati a uscire dall'area che avevamo appena visitato. Ad ogni modo il giorno seguente ci avrebbe riservato altri momenti pieni di emozioni. Per la cena siamo stati ospitati in un albergo. Qui abbiamo conosciuto un ex generale molto preso nel raccontarci dei suoi alberghi, messi in piedi utilizzando legno tek. Ne abbiamo visto uno. Bellissimo. Immediatamente ci è parso chiaro quanto in passato i militari avessero un potere quasi illimitato, dato che è risaputo che l'abbattimento dell'albero di tek è molto ristretto se non proibito.

    Dopo cena abbiamo gioito di un giretto nel quartiere francese con la sua famosa "Pub Street". Tra un bar e l'altro si raccolgono turisti, prostitute locali, coppie in viaggio di nozze, tutti accumunati dallo spirito di accoglienza che questo paese riesce a trasmettere così facilmente. L'ospitalità qui è veramente contagiosa. Oltre ai bar ci sono tanti negozietti veramente molto curati, la maggior parte a gestione straniera, il che facilita la presentazione di quadri e oggetti di antiquariato, tra cui alcune ceramiche veramente interessanti.

    Ci siamo fermati per assaggiare la birra locale, ma molto velocemente. Il giorno dopo Angkor ci avrebbe atteso con la sveglia puntata alle prime ore del mattino.


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