Media e Informazione

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In confronto ad altri Paesi in via di sviluppo dell’Asia, la Cambogia ha un vasto assortimento di mezzi di comunicazione, data la deregulation di questo settore che ha incoraggiato la diffusione di servizi informativi privati.

Radio: Le prime trasmissioni radio sono state trasmesse nel Paese verso la metà degli anni ’50. Attualmente sono presenti in Cambogia 25 stazioni a diffusione nazionale. Tra queste, la Radio Nazionale Kampuchea (RNK) fu costituita come una stazione radio di “liberazione” nel 1978 e ancora oggi opera come la radio nazionale. Altre stazioni importanti sono la Royal Cambodia Armed Forces Radio FM 98 MHz (1995), la Apsara Radio FM 97 MHz (1996) e le stazioni commerciali Radio FM 90 MHz (1992), Radio FM 99 MHz (1995), Radio Khmer FM 107 MHz (1995) e Radio Beehive FM 105 MHz (1998). 

Televisione: Il servizio televisivo fu importato in Cambogia nel 1966. La Televisione Nazionale Television Kampuchea (TVK) iniziò poi a trasmettere a colori nel 1986, allargando allo stesso tempo la frequenza e la lunghezza delle sue trasmissioni. Le reti attualmente operative nel Paese includono la Royal Cambodia Armed Forces Television (TV5), Cambodia Television (CTV9), Apsara Television (TV11), Bayon Television (TV27), Phnom Penh Television (TV3) e Cambodian Television Network (CTN). La copertura delle frequenze televisive è concentrata principalmente a Phnom Penh. Solo tre reti hanno una diffusione a livello nazionale: TVK, Bayon (di proprietà del Partito Popolare Cambogiano) e la TV privata CTN. E’, in più, abbastanza diffusa la televisione via cavo (10%), per cui la classe media cambogiana ha accesso ad un’alta varietà di trasmissioni dagli altri Paesi asiatici, così come ad alcuni canali di lingua inglese (es. Discovery o HBO).

Stampa: la stampa cambogiana è tra le più attive dell’Asia, non ostacolata da nozioni d’imparzialità ma, al contrario, controllata da minacce, vendette e azioni diffamatorie. Sono presenti 100 giornali registrati, dei quali però solo pochi escono regolarmente: forse solo una ventina di questi possono essere considerati veri quotidiani, con un personale fisso ed una programmazione di stampa. Il principale quotidiano cambogiano è Rasmei Kampuchea (Luce di Kampuchea) Daily, fondato nel 1993. Negli ultimi anni si sta poi affermando il Kampuchea Thmei Daily, come suo importante concorrente. Nonostante l’esistenza di numerose testate, la maggior parte delle pubblicazioni devono affrontare numerosi problemi distributivi, cosicché difficilmente raggiungono le province. La loro diffusione al di fuori dei centri urbani è poi limitata dal basso tasso di alfabetizzazione a livello di aree rurali. Per questo, alcuni quotidiani come Rasmei Kampuchea, Kampuchea Thmei e Koh Santepheap sono letti giornalmente in radio, di modo da rendere più capillare la diffusione delle notizie. L’agenzia di stampa governativa è la Agence Kampuchea Presse (AKP), formalmente conosciuta come Sapordomean Kampuchea (SPK).

Internet: l’uso e la diffusione di internet in Cambogia sono stati ostacolati da diversi fattori, quali gli alti costi delle telecomunicazioni, l’insufficienza di professionisti dell’Information Tecnology, le scarse infrastrutture e le difficoltà nell’adattare la scrittura Khmer alle comunicazioni elettroniche ed internazionali. Internet fu introdotto in Cambogia abbastanza presto, nel 1992, subito dopo l’installazione di collegamenti telefonici e via fax. I primi utenti furono le comunità internazionali di Phnom Penh, seguiti dalle agenzie governative cambogiane. Il popolo però non fu interessato da queste prime fasi di diffusione del servizio internet, in quanto utilizzabile per lo più da chi conosceva inglese o francese. Attualmente la Cambogia ha circa 12.000 utenti internet registrati, un basso tasso di penetrazione se si considera una popolazione totale sopra ai 13 milioni. La maggior parte degli internet caffè sono localizzati nei pressi dei maggiori centri turistici, a Phnom Penh, Siem Reap, Sihanoukville e Battambang. Nel 2003, in un tentativo di aumentare il numero di accessi internet, l’Asia Foundation ha creato una rete di 22 Community Information Centres (CICs), che andasse a toccare tutti i maggiori centri urbani del Paese.